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Susanna Camusso, il doppio volto della sindacalista austera e velista provetta

Susanna Camusso è la leader della Cgil, la prima donna a guidare il più importante sindacato dei lavoratori italiano, e senza dubbio un personaggio forte e carismatico. Ecco un suo ritratto

Prima donna Segretaria generale della Cgil, il più importante e numeroso sindacato dei lavoratori italiano, Susanna Camusso, classe 1955, milanese doc, è una delle donne più importanti del panorama politico in Italia. Lo è perché quando i Governi – e in Italia siamo abituati a vederne tramontare e sorgere di sempre nuovi nel giro di pochi mesi – devono prendere delle decisioni, presentare disegni di legge o modificare normative relative al mondo del lavoro, è con la Camusso che se la devono vedere, e quasi mai si tratta di incontri “facili”.

Tosta, look femminile ma spartano, niente trucco e voce profonda da fumatrice incallita, Susanna Camusso è, in realtà, una che non viene affatto dal mondo operaio di cui cerca di tutelare gli interessi, ma è una figlia della buona borghesia meneghina del quartiere di Porta romana, per di più, come scopriremo, una velista provetta.

Il padre, infatti, è stato Direttore editoriale presso le Case editrici Vallardi e Mondadori, amico di Adrano Olivetti, la madre, invece, era una psicologa che si occupava di indagini di mercato. Ultima di 4 sorelle – proprio come le 4 piccole donne di alcottiana memoria – la giovane Susanna è intelligente e brillante studentessa, frequenta il liceo classico e dopo la Maturità si iscrive alla Facoltà di Lettere con indirizzo archeologico presso la Statale di Milano.

E’ proprio durante gli anni universitari che Susanna entra i contatto con il sindacato, coordinando le politiche del diritto allo studio per gli operai metalmeccanici iscritti alla Flm (Federazione Unitaria Ggil-Cisl e Uil metalmeccanici). Aveva 20 anni Susanna, e si era nel pieno degli anni settanta, quando le rivendicazioni dei lavoratori si saldavano a quelle civili delle donne del Movimento femminista, attivissimo in quel periodo. Naturalmente Susanna diventa femminista, ma non è quello il suo “settore” privilegiato di lotta.

Nel 1977, anno “caldissimo” degli scioperi e delle proteste sindacali, in pieni “anni di piombo”, entra nella Fiom, la categoria dei lavoratori metalmeccanici della Ggil. Susanna, però, è una che preferisce decisamente la parola all’azione, perché ha, tutto sommato (e forse per formazione), una vocazione intellettuale, ma non schiettamente (o pregiudizialmente) ideologica. Con piglio fermo e grande determinazione, ma soprattutto grazie a carisma e impegno serio e costante, la Camusso come sindacalista fa carriera, e già nel 1980 è nella segreteria della Fiom milanese, e dal 1986 in quella generale della Lombardia.
General Confederation of Italian Workers


Ancora un salto di qualità nel 1993, quando entra nel direttivo della Segreteria regionale della Fiom di Roma come responsabile del settore auto e poi di quello siderurgico, quindi torna a Milano, nel 1997 in qualità di Segretaria generale della Flai Lombardia, che associa i lavoratori del settore agroalimentare. Questi sono anni di trasformazione all’interno dei sindacati italiani di sinistra. Infatti si crea una lacerazione tra la Fiom e la Cgil (ricordiamo che la prima è la sigla che unisce i lavoratori del settore metalmeccanico), cosa che porterà ad una separazione, quale esiste a tutt’oggi.

Susanna viene eletta Segretaria nazionale della Cgil – il più importante sindacato italiano per numero di iscritti, ben 6 milioni – nel novembre del 2010 (poi rieletta nel 2014), su indicazione di Sergio Cofferati subentrando a Guglielmo Epifani, e trovandosi subito a dover affrontare innumerevoli questioni caldissime, tra cui le diverse vertenze Fiat con il controverso referendum per l’approvazione del nuovo piano industriale delle sede i Mirafiori.

Sempre in prima linea, in piazza come al tavolo delle trattative, Susanna non è, però, solo casa e sindacato. Nel tempo libero coltiva una sua grandissima e insospettabile passione: la vela. Come D’Alema? Ebbene sì, un amore sbocciato in giovanissima età, che spinge questa donna tostissima e apparentemente tutta d’un pezzo a “veleggiare” ogni volta che può. Ma non immaginatevi uno yacht superlusso per la pasionaria della Cgil, non sarebbe certo in linea con il personaggio!

Susanna, la barca, preferisce noleggiarla. Se quella della vela vi sembra comunque una passione un po’ snob, senza dubbio poco “proletaria”, non contrasta, però, con il curriculum vitae della Segretaria generale, che non si è mai dichiarata comunista (partito a cui non è mai stata iscritta) e, semmai, socialista (come suo padre). E la vita sentimentale?
The general secretary of the CGIL trade-
Susanna è stata sposata con il giornalista dell’Ansa Andrea Leone, che era stato un amore adolescenziale ai tempi del liceo, poi rincontrato dopo anni ad un’assemblea Fiom (e “galeotto” fu il sindacato, è proprio il caso di dirlo). Il matrimonio è durato 15 anni, dal quale è nata l’unica figlia di Susanna, Alice, laureata in Lettere Classiche alla normale di Pisa. La Camusso, come donna e come mamma, combatte per i diritti della madri lavoratrici, soprattutto puntando sulla parificazione del ruolo genitoriale. La paternità obbligatoria, ad esempio, secondo la Segretaria sarebbe un ottimo traguardo, perché:

Costringerebbe padre e madre a dividersi equamente l’aspettativa post partum da trascorrere accanto al bambino

Del resto lei i bambini li ama, e, anzi, ne avrebbe voluti di più:

L’unica cosa che mi dispiacerà quando smetterò di lavorare è di non aver fatto altri figli, di non essere al vertice di una grande famiglia

L’aspetto matriarcale, in effetti, le appartiene, così come la combattività tipica delle grandi donne, delle donne abituate a stare al comando e dirimere diverbi e controversie. Nel tempo libero, oltre ad andare per mare, la Camusso ama anche leggere, soprattutto i grandi classici, che forse la riportano ai tempi del liceo e dell’Università, quando la letteratura era il suo primo, grande amore. La sua autrice preferita (una donna, naturalmente, e per di più una scrittrice di “genere”), è Agatha Christie: adora Miss Marple, la vecchietta con il fiuto del delitto che trova molto più simpatica di Poirot.

Tra una vertenza e l’altra, un’assemblea sindacale o un incontro con esponenti governativi, Susanna, velista provetta e femminista sui generis, si dimostra anche molto ironica. Ecco una sua battuta fulminante sul make up (che dice tante cose sul personaggio, e che potrebbe far riflettere anche noi sull’eccessivo peso che tendiamo a dare, in quanto donne, all’aspetto fisico):

Nessuno mi deve toccare, neanche quando vado in tv. Mi sono truccata una sola volta in 55 anni ed era per una festa di Carnevale

Pugnace e verace, da vera leader sindacale che ha tante battaglie da combattere, ma nulla da dimostrare e niente da nascondere. Del resto, quando si solcano le onde, tra cielo e mare, il trucco, non serve.

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